Le foglie del salice

Un monaco chiese ad un famoso maestro zen, di nome Joshu, se faceva bene a viaggiare verso un luogo dove veniva insegnato il Buddismo. Il maestro rispose che se avesse trovato un posto dove c'era il Buddha, sarebbe dovuto andare via subito. Stessa cosa, se avesse trovato un luogo dove non stava il Buddha. Il monaco, sbigottito, ribattè che, in questo modo, non aveva niente su cui basare la propria vita ed il maestro rispose, che su una cosa poteva fare affidamento: le foglie del salice.

Le storie e gli aneddoti provenienti dala tradizione zen sono densi di significato. Generalmente il maestro fornisce delle risposte, o talvolta compie dei gesti o delle azioni, che tendono a far risvegliare qualcosa di assopito in colui che chiede.

La spontaneità  della risposta spesso mette in difficoltà il referente, in questo caso il monaco che pone la domanda, come noi, che stiamo leggendo la storia. Stimola la mente attiva a trovare una soluzione, a farci capire il perchè sia uscito quel tipo di risposta.

La mente, allora, elabora diverse ipotesi di soluzione, fino a quando si rende conto che armandosi di varie risposte e contro domande non riesce ad afferrare il senso di quella risposta così scioccante.

Lasciando cadere le varie risposte razionali, la mente stacca la sua attività  e, in quel momento arriva la soluzione, tanto agognata.

Il monaco crede giusta la sua strada di ricerca della verità, ma perde di vista l'essenza di quello che cerca. Il maestro, impietosamente, gli fa capire che non troverà nulla, dove lui pensa di andare.

Solo così il monaco si avvicina alla sua realtà  spirituale che è simile a quella di una foglia. Sospesa fra l'aria ed un ramoscello, vive senza pensare che un soffio di vento la possa trascinare a terra o possa essere strappata via ma ,tuttavia, vive in piena salute, in abbandono all'esistenza.

 

se incontri per strada il buddha, uccidilo!

Mi colpì molto questa affermazione così dura ed iconoclasta, la prima volta che la lessi.

Incuriosito, cercai subito di trovarne il significato reale. Qualcuno ce l'aveva con Buddha e, forse, anche con Dio? Era contrario a tutte le religioni? ...o cosa altro ancora?

Questa frase era un asserzione di un maestro zen, vissuto nei secoli passati. Chi ha letto qualcosa che riguarda lo Zen, trova spesso aforismi e piccole storie che si ritengono realmente accadute, riguardanti le risposte che i vari maestri zen davano ai loro discepoli, in seguito ad una domanda, con la finalità  di illuminarli rispetto ad un problema, con frasi o metodi non sempre garbati e gentili.

Su questa frase uno psicoterapeuta americano chiamato Sheldon Kopp scrisse pure un celebre saggio negli anni settanta, che vi consiglio di leggere per la chiarezza e l'interesse degli argomenti trattati, che partendo dal rapporto fra terapeuta e paziente investono, in realtà, vari aspetti del comportamento e del rapporto umano con gli altri.

Tornando all'essenza di questa affermazione può essere utile ripeterla più volte nella nostra mente, aspettando di intuirne il significato , o i significati che può presentare.

Ci sono frasi più dolci, più poetiche, mentre questa è così dura! Potrebbe persino scandalizzare coloro che si ritengono seguaci del Buddha, ma, io credo che il suo significato non abbia molto a che fare con il credo buddhista.

Significa uccidi il maestro, il tuo traghettatore!

Certo, non in senso fisico : ) ma spirituale.

Ovvero, non devi seguire la persona o la strada , che pure ti ha portato verso dei risultati nella vita per sempre ma, siccome tu sei il centro e lo scopo della tua vita, devi avere il coraggio di voltare pagina quando diventa necessario e non nasconderti dietro delle ideologie o idoli, che possono essere anche belli o potenti, ma sono solo una tappa del tuo percorso.

Io la trovo una frase molto forte e bella, alla quale si possono dare anche più significati.

Ognuno può cercare e trovare il suo!

 

Nel caos mediatico

la nostra mente, sballottata continuamente da un mega-evento all'altro..

una pre-santificazione di un presunto santo, guerre delle quali si sa ben poco di quello che vi accade realmente, il misterioso capo del terrore mondiale ucciso, non si sa bene da chi, come e, se realmente accaduto.

Ognuno su questi fatti mantiene la propria opinione, come è giusto che sia, penso, tuttavia sia importante concedere sempre meno spazio al rumore, al frastuono inutile dei media.

Dobbiamo quindi restare disinformati? Non partecipare al mega-show quotidiano?

No, abbiamo molti modi per vedere e vivere le notizie, non sono indispensabili la televisione e la radio ma basta una sbirciata ad internet per cogliere l'essenza di quello che ci vogliono dire i media, senza assorbirne per ore il loro inutile fragore di concetti ripetitivi all'infinito, inutili sovraccarichi di materiale da processare per le nostre menti..

Credo che, quantomeno il ridurre la quantità  di parole ed immagini che ci provengono da questi media, possa essere salutare per una mente più serena ed attenta.

 

alimentazione, una strada importante

Non sono un medico, neppure un nutrizionista, tuttavia non è necessario far parte di una di queste categorie per parlare di qualità, nelle azioni che compiamo quotidianamente.

Il sapere nutrirsi, al pari di altre azioni rivolte al nostro benessere complessivo, ed alla nostra consapevolezza, non è cosa che possiamo demandare ad  altri, se vogliamo veramente che diventi un elemento di crescita utile per noi.

Certamente, dobbiamo ascoltare, informarci e seguire quelle strade o indicazioni che ci vengono fornite dagli esperti che dispongono di maggiori conoscenze tecniche specifiche, ma credo sia importante affrontare e relazionarsi con questi in maniera più aperta e relazionale, rispetto a come siamo stati abituati solitamente a fare.

Spesso dai genitori e dalla società  in genere siamo stati un po canalizzati a vivere certi rapporti in sudditanza psicologica ed emotiva, per esempio verso i dottori e gli esperti di discipline importanti, conferendo a questi dei poteri spesso spropositati.

Mi rendo conto come certi schemi, assorbiti a lungo nel tempo, siano difficili da cambiare. Io stesso ho avuto un rapporto piuttosto contrastato, ad esempio con i dottori. Sono sempre partito con sfiducia e diffidenza, per non dire timore nel mio approccio a visite, consulti, analisi, ecc..

Tuttavia, non riuscivo a trasformare la mia sostanziale diffidenza in elemento costruttivo. Per maggiore chiarezza, non capendo o non ritenendo appropriate determinate cure o approcci da parte dello specialista di turno avrei dovuto , quantomeno, porre più domande o cambiare strategie di intervento, mollando , per esempio, una persona o cura a favore di un altra.

Col passare del tempo, parallelamente ad una mia trasformazione personale, mi accorgo come mi sono diretto verso un approccio più diretto e naturale, quando sono vicino a specialisti e professionisti vari.

Non sempre ci riesco, non sarei umano altrimenti..: )

Il porsi come protagonista nelle scelte della vita porta, doverosamente, ad un approccio veramente diverso nelle azioni che si compiono.

Tornando nello specifico all'argomento alimentazione e cibo ritengo importante, a mio avviso, capire quanto sia importante la sua influenza, per rifiutare, a volte, dogmi o consuetudini sbagliate o inopportune.

Io sono piuttosto focalizzato sull'argomento perchè, motivi di salute mi hanno spinto ad approfondire ed a volere trovare un tipo di alimentazione il più possibile salutare e benefica, in relazione anche alla mia disfunzione. Certo,non è stata una cosa semplice.Vengono proposte infinità  di diete, formule nutrizionali, scuole di pensiero talvolta opposte. Bisogna perseverare, essendo pronti qualche volta ad imbattersi in errori o cantonate varie.

Filtrando le informazioni sempre maggiori che abbiamo ed integrandole soprattutto con la nostra esperienza diretta si pùo arrivare non credo alla perfezione ma alla creazione di un modello di alimentazione, cucito su noi stessi.

E' importante non credersi dei soloni o di avere capito tutto, perchè ci sono sempre cose da cambiare o da trasformare, spesso ascoltando chi ci ispira particolare fiducia, in questo campo.