Perchè tornare a noi stessi?

 

Viviamo in quella convenzione comune, che definiamo realtà oggettiva, alla quale sacrifichiamo il nostro tempo, e le nostre fatiche quotidiane.

Non possiamo esimerci dal vivere, finchè siamo in possesso di un corpo-mente.

Inutili sono i tentativi di fuga dalla realtà, e molte persone saggie hanno già capito, come non si risolvono i problemi astraendosi o isolandosi, dal mondo fenomenico.

Molti ci hanno provato, o ne sono stati tentati, ma la realtà attuale, ci mostra, penso, con maggiore evidenza ,rispetto al passato, che non si evolve o si acquista maggiore consapevolezza, nella fuga.

Io sono tra coloro che pensano, che ci troviamo in una era, per l'umanità, di grande cambiamento, con la possibilità di evolvere da piccolo uomo-schiavo, ad essere più consapevole e libero.

Questo non è scontato, ma può avvenire, se un certo numero di umani riesce a cambiare, ed a influenzare molti altri, ad intraprendere una  strada radicalmente nuova.

Tuttavia, è essenziale cogliere l'essenza del possibile cambiamento.

Tutto deve partire da noi stessi, non può partire dall'esterno!

E' finito il tempo, nel quale dovevamo prostrarci davanti a guru e maestri, più o meno illuminati, il tempo delle ideologie, del sacrificio per una causa, per quanto giusta potesse apparire.

Dobbiamo fare quello che, per pigrizia, paura, ma, sostanzialmente, per ignoranza, non abbiamo fatto finora.

Cioè diventare esseri consapevoli.

Per diventare consapevoli dobbiamo capire "cosa siamo", e come funzioniamo.

Prima di capire la finanza, la storia, l'alimentazione, ed altro ancora, dobbiamo scoprire noi stessi, condizione indispensabile, per affrontare la complessità della vita, dal giusto punto di vista.

Strano che in questa società, così specializzata e straboccante di nozioni, sia stato dato così poco risalto al funzionamento della mente umana, non inteso, stiamo attenti, come speculazione filosofica o psicologica, ma come realtà esperenziale di noi stessi.

La meditazione, a mio avviso, è  la strada maestra che l'uomo ha per riavvicinarsi alla vera scoperta di se stesso.

Forse non è casuale che il potere dominante, tramite i suoi canali mediatici, l'abbia tenuta sottaciuta, a favore di forme espressive, pratiche ed istruzioni, rivolte tutte verso l'effimero, il temporale, l'esteriore.

La nostra consapevolezza non è cosa gradita al potere, ma adesso, non voglio entrare in riflessioni su questi aspetti, ma aiutare ad aprire la porta al nuovo, inteso come nuova consapevolezza della nostra natura.

La cosa che più mi ha sconvolto, nella mia ormai ventennale "storia" di ricercatore spirituale, è che, in realtà, la ricerca non ha bisogno di esistere!

Come?....mi chiederete.

Allora perche molti parlano di cammino, di percorso, di livelli di illuminazione, di estenuanti trainings fisici e mentali, per arrivare ad una meta?

la risposta del perchè lo fanno, è la risposta che ognuno cela in se stesso, è la storia personale di ognuno.

Tutto questo serve per arrivare a scoprire la cosa più banale, che non c'è niente da cercare!

Si, non c'è un illuminazione da ottenere, perchè già siamo illuminati.

Chi ha ricercato, investito tempo e capitali per anni ed anni, può rimanerci un po' male, ( come è successo a me : ) ..)

Ma credo che sia fondamentale sapere la verità, ed, un volta ottenuta, questa è immutabile.

Il problema posto nei termini corretti diventa, quindi, non quello di "illuminarsi", o raggiungere il quarto, decimo, o, non si sa quale, livello di coscienza, magari venduto a caro prezzo, da sedicenti maestri o guru, ma il "rendersi semplicemente conto" della nostra natura.

E come possiamo fare questo?

Vi fornirò, alcune indicazioni ...

 

Namastè!   Buona giornata!

 

Commenti   

 
0 #1 den 2016-03-11 20:02
very good!!
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