Non preoccuparti...

Un giovane monaco di un monastero Zen correva, veloce, cercando il suo Maestro. Trovato il maestro, impegnato a potare i suoi piccoli alberi, lo interruppe, dicendo: "Maestro oggi, durante la meditazione mattutina, ho iniziato a comprendere il canto degli uccelli, sentire il suono dei fili d'erba e il brusio delle formiche." Il Vecchio Monaco guardò il suo giovane allievo e, con fare un poco complice, gli rispose: "Non ti preoccupare per tutto questo¦ fra qualche giorno ti passerà tutto!

Una storia molto bella, quanto breve ed intensa, del vasto repertorio della tradizione Zen.

Spiazzare la mente razionale, per andare oltre di essa, è uno dei principali metodi, attuati dalla tradizione zen, ed a noi arrivata, anche grazie a brevi storie, come questa.

Il giovane monaco vive nell'illusione, rafforzata dal suo ruolo di studente, di dovere capire qualcosa,per diventarne in qualche modo padrone, ed arrivare a quella, che lui crede essere l'essenza, o in altre parole, la conoscenza, l'illuminazione.

La sua concentrazione, scaturita dal desiderio, più che dalla pura contemplazione, di comprendere la realtà  esteriore, lo satura, fino al punto di credere di essere arrivato a qualche importante scoperta, da riferire , immediatamente al maestro, per riceverne un immediata conferma, e quindi, gratificazione.

In realtà , la sua concentrazione mentale ha soltanto acuito i suoi sensi, ha provato nuove sensazioni, ha sviluppato nuove riflessioni, ma, tutto questo, è ben lontano dallo stato di vera conoscenza o illuminazione, ed il maestro questo lo intuisce, pienamente.

Le sue sono soltanto emozioni, riflessioni, stati della mente, temporanei, che passerannno, si trasformeranno nei giorni, come, sarcasticamente, il maestro gli fa notare.

Con poche, ma mirate parole, mette così un freno alle illusioni temporanee della mente, che pensava di aver capito tutto, e pone al giovane la possibilità, di potere comprendere, di dovere andare oltre, a quella, seppure piacevole, esperienza.

Trovo queste storie così fresche ed attuali, anche se riferite ad episodi, perduti nei secoli passati, da incidere ancora su noi stessi.  Lo stratagemma di dovere capire il "senso" della storiella, ci porta, ad entrare, anche solo per pochi istanti, nel mistero della non-mente.

Capiamo quello che risulta illusorio, dai comportamenti del maestro, e siamo così "costretti" ad aprire uno spazio, una possibilità, a quello, che sta oltre la mente razionale. 

 

Aggiungi commento