Calma e kaos

 

Una serie continua di stimoli, informazioni, rilevazioni, provenienti dalle forme più disparate, fra loro.

La nostra epoca è caratterizzata da un bombardamento di informazioni, che, per quantità  e velocità, non si erano mai riscontrati, precedentemente, nella storia umana, a noi conosciuta.

L'essere umano, eppure, è sempre lo stesso, riferendomi alla sua costituzione corpo-mente, ed alle sue modalità  di approccio alla realtà .

Il modo, con il quale la mente affronta il mondo fenomenico, non cambia, cambiano solo i contenuti, cha arrivano alla mente stessa.

Per questo, mi rendo sempre più conto, di quanto sia utile, a tutti noi, conoscere il funzionamento della nostra mente, e della nostra non-mente, per ritrovarci sempre a casa, anche quando, fuori, infuriano ogni sorta di tempeste ed uragani.

L'essere umano, è risaputo, è sempre più specializzato in ogni settore della conoscienza, perdendo,(ahinoi...) le radici della sua essenza, ovvero quella conoscienza o consapevolezza, chiamiamola come vogliamo, che forma la nostra parte più profonda, più vera.

Le luci colorate della civiltà , il pseudo-benessere raggiunto, (...per alcuni...), i vari inquadramenti proposti, o addirittura obbligati, da parte dei vari poteri dominanti, hanno contribuito ad "affogare" la nostra macchina perfetta, ovvero il nostro corpo-mente, persa dietro a pulsioni e comportamenti, spesso alienanti e distruttivi.

Molti si sono resi conto di questo, o se ne stanno rendendo conto, e cercano di trovare una via d'uscita plausibile e percorribile, dal loro falso io, dalla loro vita, fatta di maschere ,  e di finzioni.

Essere consapevoli, prendere coscienza, accorgersi di se stessi, sono tutte definizioni, che fotografano lo stato dell'essere di chi, sta intraprendendo una nuova strada, oppure, in altri termini, si sta risvegliando.

E' vero, la strada risulta ardua e tortuosa!

Nessuno ci dice in precedenza quale sia il sentiero giusto per noi, nè quale siano le guide giuste.

Lo possiamo comprendere solo percorrendole, ad una ad una.

Ovviamente cercheremo di imboccare quelle strade che ci sembrano portare da qualche parte, non quelle che, già  in partenza, non promettono niente di buono.

La ricerca personale è giusta, e segue sempre quella "scintilla" vitale, che ci fa capire che dobbiamo dare un altra direzione alla nostra esistenza.

E' giusto provare tutto ciò che abbiamo facoltà  di provare, nel rispetto delle altre esistenze.

Tuttavia la ricerca di noi stessi non rimane indefinita, non è una ricerca eterna!

In questo modo sarebbe un mero vagabondare, un naufragare nel mare dell'esistenza, senza la possibilità  di arrivare ad un approdo certo.

In realtà, il più grande paradosso della ricerca spirituale è che noi possediamo già, o, meglio ancora, abbiamo già contenuto in noi stessi, l'oggetto delle nostre spasmodiche ricerche.

Credo che, questo punto sia molto difficile da accettare e comprendere da molti, che si sono identificati nella ricerca , che sono diventati loro stessi, la"ricerca".

Ma, comprendere come sia possibile tutto questo, ci porta ad eliminare la "ricerca di noi stessi", ed a entrare nell'esperienza della vita, con una visione, completamente diversa , da quella avuta, finora.

 

 

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