La nostra mente funziona così!

Ci ripropone continuamente dei vecchi brani registrati, e noi abbiamo l'illusione che ci stia dicendo qualcosa di nuovo.

Certo, la collezione di canzoni registrate è molto grande, ed anche per questo ci sembrano sempre cose nuove, ma in realtà, sono dejà vu, cose già  viste e vissute.

Basta fermarsi ad osservare una nostra reazione ad un evento, e dare l'input alla mente di collegarsi a qualcosa di simile, già vissuto.

State certi che troverete un aggancio, un ricordo, un immagine simile a quella che state vivendo adesso.

Potrà  essere qualcosa non distinguibile subito, come vostra esperienza diretta ma, se avete la volontà di indagare un poco più a fondo in voi stessi, troverete la connessione.

Creare uno spazio neutro, quieto, dal quale sempre più frequentemente e costantemente osservare la mente, è il primo fondamentale passo, per comprendere veramente come si comporta, e cominciare il nostro lavoro, o meglio, non-lavoro, su di essa.

Un numero enorme di tecniche, accomunate principalmente dal termine Meditazione, sono state messe in pratica in varie parti nel mondo, in un numero imprecisabile di anni e secoli.

Il vero valore della meditazione, nella sua espressione più alta e corretta, consiste nel farci sempre più rendere coscienti del funzionamento della mente e rivelarci la posizione dell'osservatore distaccato, facendo da ponte per la conoscenza dello stato di non-mente.

Stati estatici, visioni, illuminazioni, per quanto meravigliosi e godibili, non sono, tuttavia, il fine ultimo della vera meditazione, che deve essere semplicemente una strada che ci può portare verso la non-mente.

L'intera esistenza è omnicomprensiva. Anche quella presunta entità che definiamo anima, sè personale o coscienza, è parte dell'esistenza e come tale parte del niente, del vuoto. Riconoscere questa realtà  non è perdere qualcosa, ma entrare nella giusta dimensione delle cose.

Cosa c'è, dunque, in quello spazio non-definito dalla mente attiva?

Se non siamo quell'insieme di figure, emozioni, maschere e personaggi, che rappresentiamo nell'arco della nostra vita, chi siamo veramente?

Esistiamo veramente, o siamo solo una sorte di ologramma, legato alla vita materiale, e non esiste realtà, oltre quella visibile?

Molti esseri vissuti su questo pianeta si sono posti questa domanda, e molti sono rimasti senza una risposta.

Eppure una risposta esiste. Il problema vero è che la risposta è stata cercata nel luogo sbagliato, dove non poteva essere trovata.